A Cinisi nei luoghi de "La moglie più bella"

I luoghi del film girato nel 1968 da Damiano Damiani con una giovanissima Ornella Muti

10 ottobre 2016
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A una trentina di Km da Palermo, in una zona litoranea collinare sorge Cinisi, preziosa perla incastonata tra il blu del mare e il paesaggio montano, con la vetta del Monte Pecoraro e i suoi declivi coltivati a ulivi saraceni, carrubbi e frassini. Cinisi ha un territorio variegato, ottenuto dall'accostamento di vecchi comuni diversi. La spiaggia Magaggiari, che è in territorio di Cinisi e che costituisce uno dei gioielli naturali del territorio per il suo arenile di sabbia soffice e per i fondali bassi e rocciosi, in realtà sembrerebbe appartenere al territorio di Terrasini.
Comunque la città ha anche altre splendide spiagge dove è possibile prendere il sole anche in inverno, grazie al clima mite tutto l'anno, o rilassarsi facendo delle lunghe passeggiate.
A Cinisi e tra le rovine dei comuni di Gibellina e Santa Ninfa, comuni del Trapanese rasi al suolo dal disastroso terremoto che il 15 gennaio del 1968 colpì la Valle del Belice, il regista Damiano Damiani nel 1970 girò il suo film drammatico 'La moglie più bella'. Il film segna l'esordio cinematografico, fra l'altro come attrice protagonista, di una Ornella Muti appena quattordicenne. Con questo film il regista Damiano Damiani torna a parlare di Sicilia, dopo il successo ottenuto due anni prima con 'Il giorno della civetta', tratto dall'omonimo romanzo di Leonardo Sciascia.

La trama ricorda molto la vicenda di Franca Viola di Alcamo, in assoluto la prima donna italiana a rifiutare il matrimonio riparatore, diventando il simbolo della crescita civile dell'Italia nel secondo dopoguerra e dell'emancipazione femminile. Damiani ha saputo bene sfruttare la storia ed ha avuto l'ottima idea di affidarla a due attori non professionisti che impressionarono subito il pubblico per il loro volto cinematografico, con i loro occhi fulminanti e la fisionomia che li accomunava. A fare da sottofondo musicale la colonna sonora del grande Ennio Morricone.

Le tappe del nostro itinerario

TappaAbbazia Benedettina


ph. Comune di Cinisi

Si hanno le prime notizie del comune nel secolo XI, quando qui esisteva un casale di fondazione araba. Nel 1382 il giudice Fazio di Fazio, signore di Cinisi, donò il feudo al monastero di San Martino delle Scale, i cui monaci fecero erigere l'abbazia, probabilmente ampliando una preesistente torre fortificata. L'imponente facciata domina il territorio circostante con le due torri cilindriche e le due ali risalenti al settecento. All'interno, spicca il soffitto ligneo decorato e i saloni con volte in pietra tufacea. Sotto l'abbazia si diramano una serie di stretti cunicoli e stanze probabilmente usate come cisterne.

TappaChiesa di Santa Fara


ph. www.santafara.it

Usciti dal palazzo dei benedettini (oggi sede del Comune), nella bella piazza Vittorio Emanuele Orlando, oltrepassata la zampillante fontana, si entra nella secentesca Chiesa Madre (del 1676), dedicata a Santa Fara, patrona del paese. E' a navata unica, divisa dal coro mediante un arco. Di grande interesse, il paliotto dell'altare maggiore in corallo, lapislazzuli e onice, di scuola trapanese del 700. Da una entrata secondaria della chiesa Madre si accede alle settecentesche cripte, una vera e propria necropoli che conteneva quindicimila salme, portate alla luce negli anni '80 assieme ad un ricco corredo funerario. Anche nella chiesa del SS.Sacramento, eretta nel 1767 dalla omonima confraternita, possiamo ammirare delle suggestive cripte da poco restaurate. Sorprendente è la piccola e suggestiva chiesa delle Anime Sante, costruita nel 1827 che conserva l'altare ligneo e due pregevoli grandi tele attribuite alla scuola dello Zoppo di Gangi. A circa venti metri dalla chiesa delle Anime Sante notiamo la casa di Giovanni Meli, nella omonima via, dove il grande poeta siciliano soggiornò cinque anni.

TappaTorre Pozzillo

Cinisi è anche mare. La spiaggia Magaggiari, dalla sabbia finissima, è vigilata dalla cinquecentesca Torre Mulinazzo, altre torri di avvistamento sono quelle del Pozzillo e dell'Orsa, annessa alla cinquecentesca tonnara, monumento carico di storia.

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