I mercati storici di Palermo

Un itinerario attraverso il centro del centro di Palermo, in un dedalo di vicoli dove perdersi (nello spazio e nel tempo) è un attimo...

18 gennaio 2018
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"La più parte de' mercati giace tra la moschea di ‘Ibn Siqlȃb e questo Quartier Nuovo: per esempio il mercato degli oliandoli (commercianti d'olio, ndr) che racchiude tutte le botteghe de' venditori di tal derrata. I cambiatori e i droghieri soggiornano anch'essi fuori le mura della città; e similmente i sarti, gli armaiuoli, i calderai, i venditori di grano e tutte quante le altre arti. Ma i macellai tengono dentro la città meglio che centocinquanta botteghe da vender carne; e qui (tra i due quartieri testè nominati) non ve n'ha che poche altre. Questo (grande numero di botteghe) mostra la importanza del traffico suddetto e il grande numero di coloro che lo esercitano. Il che puossi argomentare dalla vastità della loro moschea; nella quale, un dì ch'era zeppa di gente, io contai, così in aria, più di settemila persone: poiché v'erano schierate per la preghiera più di trentasei file, ciascuna della quali non passava il numero di dugento persone..." (Biblioteca arabo-sicula, trad. M. Amari, 1880)

Così annotava nei suoi appunti di viaggio Ibn Hawqal, un mercante di Bagdad, alla fine del X secolo l'assetto dei mercati di Palermo... 

I mercati storici palermitani rappresentano il luogo ideale per un autentico tuffo nel passato e nelle tradizioni più antiche del suo popolo. Da sempre situati nel cuore dei centri urbani, perché luoghi privilegiati non solo per lo scambio delle merci ma anche per l'interazione della collettività e per l'integrazione culturale, a Palermo  li ritroviamo incastonati nel tessuto urbano del centro storico: ad esempio all'interno del mandamento dell'Albergheria troviamo Ballarò, all'interno del mandamento la Loggia vi è la Vucciria e nel mandamento Monte di Pietà troviamo il mercato del Capo.

Questo itinerario vi guiderà al centro del centro di Palermo, in un dedalo di vicoli dove perdersi (nello spazio e nel tempo) è un attimo...

TappaIl mercato della Vucciria

"La Vucciria" di Renato Guttuso

La Vucciria è il mercato storico più famoso di Palermo. Si trova nell'antico quartiere della Loggia, fra via Roma, la Cala, il Cassaro e Piazza San Domenico. Qui un concentrato di colori, odori, sapori, voci antiche incantarono il pittore bagherese Renato Guttuso che, nel 1974, immortalò la Vuccirìa in uno dei suoi quadri più celebri e apprezzati.

Sembra che la 'Vucciria' sia nata tra il X e l'XI secolo, per la vicinanza al porto che stimolò l'insediamento di mercanti e commercianti genovesi, pisani, veneziani sino al XII  secolo. Questi hanno lasciato qui la loro impronta nei nomi di molte strade (via Chiavettieri, via Materassai,  via dei Tintori). Il nome sembra derivare dal francese 'boucherie' che significa  macelleria, dato che era destinato al macello e alla vendita delle carni e solo in un secondo tempo fecero la loro comparsa anche il pesce, la frutta e la verdura.

Non mancano però, quelli che sostengono che il nome riflette invece, la confusione che vivacizza ogni mercato, 'vucciria' appunto che in siciliano significa 'baccano'.

- "Shopping" alla Vucciria (Guidasicilia.it)

TappaIl mercato del Capo

Il Mercato del Capo - Palermo

Alle spalle del Teatro Massimo e quindi nel pieno centro storico di Palermo si trova un altro dei mercati storici caratteristici della città. Il Capo è, senza ombra di dubbio, il mercato più frequentato del capoluogo.

Parte da Porta Carini, adiacente al Tribunale, e si estende in tutta la zona che va verso la Cattedrale e il monte dei pegni. Il mercato si sviluppa all'interno dell'omonimo quartiere, formato da un quadrivio di stradine, dove il suo asse principale è costituito appunto dalla via Porta Carini, che prende nome dall'omonima Porta riedificata nel settecento in riferimento all'originale quattrocentesca.

Da qui si snoda attraverso via Beati Paoli, che invece prende il nome dalla setta misteriosa di incappucciati che nel 600-700 sembra si riunisse segretamente in una grotta sita nei paraggi, e che s'incrocia con la via Cappuccinelle da un lato e la via Sant'Agostino dall'altro.

Tutto questo groviglio di strade e stradine ha l'aspetto proprio del suk orientale. Il quartiere infatti, è nato in età musulmana oltre il corso del fiume Papireto, oggi  sotterraneo, ed era abitato da pirati e commercianti di schiavi.

- Una passeggiata al Capo (Guidasicilia.it)

TappaIl mercato di Ballarò

Il Mercato di Ballarò, Palermo - Foto di Vincenzo Russo
Foto di Vincenzo Russo

Nei pressi della stazione centrale di Palermo, nel cuore del quartiere dell'Albergheria, si trova il mercato di Ballarò, che si estende da Piazza Casa Professa alle mura ciquecentesche di corso Tukory, verso Porta Sant'Agata.

Una passeggiata a Ballarò è l'occasione per tuffarsi nel passato ed esplorare la storia della Sicilia. Infatti, si tratta probabilmente del più antico mercato alimentare di Palermo, di cui scrive nei suoi appunti Ibn Hawqal, viaggiatore e mercante arabo del X secolo.

Ballarò prende il nome da 'Bahlara', un villaggio vicino Monreale, cui giunsero i primi mercanti arabi, e Segel-Ballarath, ovvero 'mercato di Balhara', il luogo in cui i commercianti e i contadini di quel villaggio vendevano i loro prodotti. Secondo un'altra affascinante teoria, il nome deriverebbe dal titolo dei sovrani della regione indiana del Sind, 'Ap-Vallaraja', per via delle spezie che si vendevano. Nel 1743, sembra che il quartiere abbia dato i natali a Giuseppe Balsamo, meglio noto come Conte di Cagliostro.

La storia e la vera anima del quartiere si trova comunque, nei suoi vicoli stretti e nei suoi angoli "oscuri", tra le case basse e tra le splendide chiese e le edicole votive, tra le macerie dei palazzi sventrati. Spettacolare e vivace, il mercato è un’esplosione di colori, voci e odori.

- Ballarò, il mercato più antico di Palermo (Guidasicilia.it)

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