Seguendo la via del Cerasuolo di Vittoria

Vino DOC dal 1973, il cui gusto vellutato proviene da una lunghissima storia

06 aprile 2017
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Nella zona sud-orientale della Sicilia si sviluppa la provincia di Ragusa, che si snoda in un'area ricca di oasi  naturalistiche di rara bellezza, centri storici che custodiscono autentici gioielli artistici, spiagge tra le più belle e pulite d'Italia, zone di interesse archeologico. La sua area costiera infatti, si affaccia sulle acque azzurre del Mediterraneo, a sud, tra la foce del fiume Dirillo e il Pantano Longarini.
Per chi ama la vacanza culturale questo è proprio il luogo ideale  per l'enorme patrimonio artistico custodito nelle splendide città del barocco come Ragusa, Modica, Scicli con le loro chiese e i palazzi. Chi ama fare trekking invece, può fare un salto alle due riserve 'Macchia foresta del fiume Irminio' e 'Pino d'Aleppo'.

Il ragusano inoltre, è rinomato per la produzione dell'ottimo Cerasuolo di Vittoria, vino DOCG dal 1973, il cui gusto vellutato ben si sposa con la cacciagione e la selvaggina. Si tratta di uno dei vini più interessanti della Sicilia che prende il nome dal colore rosso che ricorda quello delle ciliegie e viene prodotto in alcuni comuni del ragusano come Vittoria, Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Santa Croce Camerina in alcuni comuni del nisseno come Butera, Gela, Mazzarino, Niscemi, Riesi e nella zona di Catania.

La via del Cerasuolo di Vittoria - Il Consorzio di Tutela del vino 'Cerasuolo di Vittoria' D.O.C.G. nasce con Decreto Ministeriale del 24/04/2001 con lo scopo di tutelare e valorizzazione il prodotto e rappresenta circa l'85 % dei produttori delle province di Ragusa, Catania e Caltanisetta, che, come abbiamo già detto, sono le aree di produzione privilegiate di questa tipologia di vino. Il Consorzio copre un territorio con ampie fasce incontaminate, dal collinare al marino, ricche di fascino mediterraneo e di testimonianze capaci di soddisfare le  esigenze di un viaggiatore curioso, sensibile e attento. Città diverse tra loro per storia e tradizione, dove è possibile rintracciare i fasti di una cultura legata alla terra e al suo vino.

Qualità del Cerasuolo di Vittoria - Si tratta di un rosso di carattere dal gusto vellutato che si abbina bene con arrosti di carni bianche e rosse, brasati di manzo, selvaggina minuta allo spiedo e formaggi piccanti stagionati. È un vino dal colore rosso ciliegia e dal profumo vinoso, alcolico e delicato. Il sapore è pieno, armonico e la gradazione minima è di 13 gradi. Va servito a una temperatura di 18-20° C e i più raffinati  intenditori lo consigliano come aperitivo proprio quando è molto invecchiato. Il Cerasuolo di Vittoria proviene dalla vinificazione dell'uva nera Frappato in percentuale minima del 40% insieme alle uve Calabrese per un massimo  del 60%, con eventuali aggiunte del Grosso nero e/o Nerello mascalese per un massimo del 10%. Un vino prezioso grazie alla virtù dei vitigni, diligentemente selezionati da pochi appassionati operatori uniti in Consorzio, costituito per vigilare sulla qualità del prodotto. Il vino prende il nome dal magnifico colore che lo caratterizza. Si tratta di un vino superiore da pasto, adatto ad un grandissimo invecchiamento (sino a 30 anni). L'importante è che stia al buio, a temperatura costante tra i 10 e i 15° per evitare che il tappo si asciughi. Deve essere servito a temperatura ambiente in calici ballon, che permettono di ossigenarlo adeguatamente attraverso un  movimento rotatorio. La conservazione deve avvenire in cantina fresca e umida, a temperatura costante non  superiore a 18° C, avendo cura che le bottiglie siano coricate orizzontalmente su piano di legno.
Per accertarsi che  si tratti proprio di
Cerasuolo di Vittoria bisogna controllare l'etichetta che deve riportare sempre la menzione della Denominazione di Origine Controllata accanto a tutte le altre indicazioni previste per legge, come ad esempio la regione di provenienza del prodotto. La vinificazione del Cerasuolo di Vittoria consente la fermentazione del  mosto a contatto con la vinaccia, che durante questa fase rilascia parte delle sostanze in essa contenute. Durante la svinatura la vinaccia viene separata dal mosto. Dopo i travasi, si procede all'affinamento e a un periodo di invecchiamento obbligatorio di almeno sette mesi, a cui fanno seguito la stabilizzazione e l'imbottigliamento. [www.stradadelvinocerasuolodivittoria.it]

Le tappe del nostro itinerario

TappaVittoria e il Cerasuolo

Pillole di storia - Le zone di produzione del Cerasuolo sono di antichissima vocazione vitivinicola, come testimoniano numerosi documenti risalenti anche al III secolo a.C. Tuttavia la data di nascita del Cerasuolo di Vittoria nella tipologia attuale è molto posteriore: coincide con la fondazione della città di Vittoria, avvenuta nel 1606. La fondatrice della città, la contessa di Modica Vittoria Colonna, figlia del vicerè di Sicilia Marcantonio Colonna, regalò infatti in quell'anno ai primi 75 coloni un ettaro di terra ciascuno a condizione che ne coltivasse un altro a vigneto. Questa è la data di riferimento certa del Cerasuolo di Vittoria, ma esiste un'altra ipotesi che vede l'origine di questa delizia in una bacca rossacea diversa dal ciliegio e prodotta da un arbusto conosciuto come Kerasos. Nel 1933, in occasione della Mostra mercato di Siena, il Cerasuolo venne immesso  per la prima volta sul mercato nazionale.

TappaCaltagirone

Il nostro itinerario parte da Caltagirone, città in provincia di Catania, nota per le sue splendide ceramiche policrome, ed entra in provincia di Ragusa nell'area dove è nata la viticoltura iblea. Reperti storici testimoniano infatti, la presenza della vite a Kamarina sin dal IV secolo a.c. Proseguendo verso est arriviamo a Vittoria, la città chiamata anticamente 'Plaga  Mesopotamica Sicula', perché compresa tra i fiumi Ippari e Dirillo, che sin dal 1607, anno della sua fondazione, ha coltivato la vite, dando successivamente il suo nome al Cerasuolo di Vittoria docg e alla doc Vittoria. Qui il Cerasuolo assume anche la denominazione di 'classico'.
La città è splendida con le sue costruzioni in stile Liberty e gode di una posizione geografica invidiabile, che consente di raggiungere facilmente tutte le più importanti  località di interesse artistico e paesaggistico della costa, i territori limitrofi sono caratterizzati da vigneti e  vecchi mulini ad acqua ormai in disuso, che un tempo venivano alimentati dal corso del fiume Ippari. Il luogo è fra i più prosperi economicamente e fra i più intensamente coltivati a vite della Sicilia.

TappaComiso

Spostandoci a Comiso, in contrada Serracarcara, visitiamo la Cooperativa Sociale Terramatta che si trova nella sede della ex residenza del marchesato. E' possibile visitare la cantina in gruppi di minimo cinque persone durante tutto l'anno dietro prenotazione. La visita comprende anche la degustazione di prodotti tipici ed un giro per i vigneti e nei locali dove sono sistemati i tini e le botti. Finita la visita, seguendo la via del vino, ci spostiamo alle Cantine Torrevecchia, sistemate in un edificio d'architettura settecentesca, che si trova sulla SS. Gela-Vittoria. Le cantine sono visitabili tutti i giorni previo appuntamento. Durante le visite guidate è possibile visionare i tini, le botti per l'invecchiamento mentre un esperto enologo spiega i processi di vinificazione anche con l'ausilio di video e di materiale stampato.

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